La cena di ricette semplici, ma d’effetto.

Ci sono colleghi che restano colleghi. E poi ci sono quelli che, quasi senza accorgersene, attraversano quella linea sottile e diventano amici.

Questa cena nasce così: dalla voglia di ritrovarsi, di raccontarsi le vacanze appena trascorse e di sedersi finalmente intorno alla stessa tavola, senza riunioni, telefoni o orari da rispettare. Sette amici, una sera di fine agosto e il giardino di Buddy House ancora pienamente vestito d’estate.
Naturalmente, come sempre prima di una cena, io ero convinta che qualcosa non sarebbe andato come doveva. I limoni non mi sembravano abbastanza belli, il tempo correva più veloce di me e ogni piatto continuava a occupare nella mia testa molto più spazio di quanto occupasse realmente in cucina.
Poi sono arrivati loro. E, come succede quasi sempre, l’ansia ha lasciato il posto ai bicchieri riempiti, alle chiacchiere e ai piatti che hanno cominciato a passare di mano in mano.

Ho presidiato quasi tutta la serata, ma faceva caldo.Da padrone di casa e responsabile del controllo sotto la tavola.

All’ultima portata ho deciso che il mio turno era finito: ho abbandonato il giardino e sono rientrato da solo a godermi l’aria condizionata.

OSPITI: Monica Stefano Fabio e Paola
🍸 L’aperitivo in giardino

Abbiamo iniziato all’aperto, con la sangria bianca e il gin tonic, ma la vera sorpresa è stata la new entry della serata: il carpaccio di anguria con feta e mandorle tostate.

Fresco, colorato e un po’ insolito, giocava tra dolce e salato. Era il piatto sul quale avevo più dubbi e invece è stato quello che ha fatto più parlare di sé. È ufficialmente entrato nella lista delle ricette da rifare.

A tavola, tutto da condividere

Questa volta non volevo piatti troppo costruiti o porzioni impiattate una per una. Desideravo una cena conviviale, fatta di grandi vassoi al centro e di quel gesto semplice e bellissimo che è servirsi a vicenda.
Il carpaccio di polpo, condito con olio extravergine, limone, pepe rosa e pistacchi tostati, è arrivato su un grande piatto da condividere.
Subito dopo, l’impepata di cozze, portata in tavola direttamente nel wok. Accanto non potevano mancare le ormai famose fette di pane imbevute nel limone e passate ancora calde sul Weber. Ormai hanno quasi più estimatori loro delle portate principali.

Poi è stato il momento dei gamberoni al Weber, raccolti in un unico grande vassoio e accompagnati da zucchine crude marinate al limone e menta, con mandorle tostate. Un piatto estivo, fresco e profumato, ma soprattutto perfetto per una tavola nella quale nessuno doveva restare fermo al proprio posto.

I piatti hanno fatto scalpore, ma senza dubbio il carpaccio di anguria e melone si è conquistato il titolo di sorpresa della serata.

🍰 Limoni — IV edizione

Per concludere sono tornati i Limoni, ormai alla quarta edizione.
Questa volta abbiamo deciso di smettere ufficialmente di vergognarcene: per i nostri ospiti, del resto, erano la prima edizione! E così quei limoni che poche ore prima mi sembravano tutt’altro che perfetti sono arrivati in tavola come se non avessero mai rappresentato un problema.
Sono stati il finale fresco e ironico di una cena tutta estiva, oltre alla conferma che a volte siamo noi a vedere difetti che gli altri non noteranno mai.


🕯 La TavolaUna strada di pomodori sulla tovaglia bianca

Per la mise en place sono tornata ai colori che amo: tovaglia e piatti bianchi, tovaglioli verdi morbidi e bicchieri trasparenti.
Al centro del tavolo niente composizioni troppo precise. Ho creato una catena sinuosa e irregolare di pomodori: ciliegini e datterini ancora sul grappolo, ramati, costoluti, forme e dimensioni diverse. Tra loro, soltanto qualche rametto di rosmarino, come un piccolo accento verde.
Non volevo una ghirlanda perfetta, ma qualcosa che sembrasse arrivato lì con naturalezza. Una specie di sentiero d’estate che attraversava la tavola lasciando spazio ai piatti, ai bicchieri e alle mani.


Alla fine ho pensato che le sere d’estate più belle non sono necessariamente quelle perfette. Sono quelle in cui la tavola poco alla volta si scompone, i piatti passano di mano, le chiacchiere si sovrappongono e nessuno ha fretta di alzarsi.

Quando tutti se ne vanno, in giardino restano ancora il profumo del rosmarino, qualche briciola di pane al limone e la sensazione che rifaresti tutto da capo.

Perché in fondo bastano davvero sette amici e una sera d’estate.

““Un piatto semplice ma ricco di emozioni: da gustare con chi ami, ogni volta che vuoi sentirti a casa.”


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