Finto è il nuovo vero!

Finto è il nuovo vero!

Cena pre- halloween o cena con nuovi colleghi o qualcosa di diverso?

Tutto è partito da aver voglia di cucinare per nuovi colleghi con cui lavoro da un anno. All’inizio non sapevo cosa fare se non che sicuramente volevo fare bella figura e far sentire tutti a loro agio nel mio solito mondo elegante, ma che tutti fossero a loro agio.
Poi ho pensato che potevo cercar di ingannare l’occhio e vedere se il palato non cadeva nello scherzo. e così ho lavorato sul qualcosa che sembra , ma non è.

Ospiti Manuela e Paolo

“Io non stavo benissimo, ma c’era gente nuova in casa e non volevo non far parte della festa. Ho pensato di portare il mio solito regalo di benvenuto che fa sempre sorridere tutti e poi mi sono posizionato tra la cucina e la sala da pranzo finché tutti non si sono seduti.
Se non mi arrivavano regali da sopra un bel abbaio faceva ricordare che c’ero anch’io tra di loro. e così qualcuno decideva che era meglio accontentarmi.
Come sempre solo a pancia gonfia e con più niente in tavola mi sono ritirato nel mio angolo a dormire e aspettare che si spegnessero tutte le luci di casa…Segnale di fine festa:tutti a letto!”


🐚 Che idee mi sono frullate in testa
La solita cena per fare solo bella figura? per far dire a tutti che me la cavo in cucina? non mi piaceva …
Durante l’aperitivo si riempivano calici di buon vino e tutti mi facevano compagnia nel mio mondo finché completavo i piatti. Chi sbirciava per capire cosa stavo preparando, chi chiedeva le ricette per replicare (se all’assaggio fosse stato buono), ma intanto la presentazione ispirava molto.

🕯 La Tavola
Questa volta ho scelto una tavola scenografica ma fatta con pochi elementi. Tempo fa ho acquistato delle tovagliette all’americana giallo senape con dei tovaglioli di lino grigi e gialli…..tutto per ricordare la nebbia e i colori delle foglie. Ma non volevo fermarmi alle solite cose e così ho aggiunto delle foglie di acero secche (in. fin dei conti è ancora autunno) e un bellissimo centro tavola: una specchio esagonale antichizzato. Ho appoggiato sopra le luci di piccole lampade che si riflettevano sullo specchio e sul tavolo bianco in vetro. A terra un vassoio di candele accese che si consumavano lentamente al suono delle risate in tavala

🐙 IL Menù
Siamo partiti con antipasti o aperitivi, come vogliamo vederli, e subito in tavola ci aspettava un piatto a specchio con un caprino al gin tonic e cracker al carbone vegetale. Sembrava il solito burro salato montato da stendere sui cracker nell’attesa di iniziare ad assaggiare il menu della serata. Mi piace sempre il contrasto del bianco e nero riflesso sullo specchio.
A far compagnia la classica crema di dentice servita con la polenta arrosta appoggiato su una piastrella di ardesia e un bellissimo cappuccino (di zucca) servito in bicchieri caldi come se fossimo a Napoli che non si usano le tazze, ma il vetro trasparente.

Il vero antipasto è arrivato con le cappesante al forno (queste molto classiche, ma sempre buone) e che di effetto senza offrirgli nessuna maschera.
Arrivano in tavola delle bellissime coppe da Martini dove tutti hanno pensato al trionfo del “finto che vince sul vero” texture vellutate che ricordano mousse e colori di pasticceria. Si sono avvicinati pensando che la cena fosse arrivata in fondo con un tiramisù, ma si sono trovati un mare di sapori salati: polpo ubriaco con una spuma di patate.

Come secondo un piatto unico che ricorda il nostro mare, ma ingannato e presentato in mood indiano. Un piatto colorato con patate e batate colorate da ricordare Halloween (giallo viola e arancio), delle piccole ciotoline con del riso basmati condito con del burro alla vaniglia. Tutto per accompagnare dei sacchettini dietetici con pesce fresco cotto al forno. Volevate una foto? Mi sono dimenticata….avete ragione…lo riproporrò ad altre cene e vi prometto metterò la foto.

Ho chiuso la serata con della panna cotta che si è messa di traverso! a prima vista sembrava un dolce uscito da un laboratorio di design, metà bianco perfetto, metà esplosione di frutta. In realtà solo una questione di angolazione.

“L’ Autenticità si misura nella capacità di ingannare con stile.”


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